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[ecrea] CFP Media Industry Studies in Italy: New Perspectives on the Past and the Present of Italian Film and Television
Wed Jul 04 22:26:06 GMT 2018
Call for Papers - ExtendedDeadlinefor Proposals: Monday 23rd July,
2018
Schermi. Storie e culture del cinema e dei media in Italia (Volume III,
N. 5, June 2019)
MEDIA INDUSTRY STUDIES IN ITALY:
NEW PERSPECTIVES ON THE PAST AND THE PRESENT OF ITALIAN FILM AND TELEVISION
edited by Marco Cucco and Francesco Di Chiara
Deadline for abstract proposal: July 01, 2018
Through the past decade, Media Industries Studies (MIS) has experienced
significant growth. This research field emerged in the late 1970s and
the 1980s thanks to the pioneering work of scholars in film history,
political economy of media, and film studies like Tino Balio (1976),
Janet Wasko (1982) and David Bordwell, Kristin Thompson and Janet
Staiger (1985). Though these scholars adopted different approaches to
film (and media), there were at least two common features in their
works: the focus on production to the detriment of other stages of the
film value chain, and the desire to investigate film in a way that went
“beyond-the-text”.
Today MIS is a consolidated research field of its own, comprised of
several areas of investigation and methodological approaches. In 2008,
for instance, John Caldwell provided a relevant impetus to MIS and
enlarged the scope of the field by suggesting that we investigate
“production cultures”. His aim was twofold: to access the less visible
dynamics of film and television production (such as the role of
below-the-line crew), and to investigate the self-representation
mechanisms of those involved in content production. To do so, he adopted
a “synthetic” approach that combined: a) textual analysis of trade and
workers’ artifacts; b) interviews with film/television workers; c)
ethnographic field observations of production spaces and professional
gatherings, and d) economic/industrial analysis.
Beyond Caldwell’s seminal work, in the past decade other research areas
and approaches have emerged under the broad umbrella of MIS: studies on
film and television policy (i.e. Bondebjerg-Redvall-Higson 2015;
Mingant-Tirtaine 2017), the labour conditions of media workers
(Curtin-Sanson 2016), the formal and informal distribution/circulation
of audiovisual content (Iordanova-Cunningham 2012, Lobato 2012,
Crisp-Menotti Gonring 2015), etc.
This new approach in studying media is taking root in Italy, too
(Scaglioni-Barra 2013, Barra-Bonini-Splendore, 2016; Cucco-Manzoli
2017); however, there is still room for further, in-depth analyses of
the Italian film and television industrial cultures. For that reason,
this issue of “Schermi” invites contributions that take into account the
evolution of the film and television industry in response to the current
scenario (national, supranational and local policies; technological
advancements; old and new players co-operating in the field, etc.).
Moreover, we believe that the insights that have emerged in MIS call for
a re-examination of the history of the Italian audiovisual industry too,
which can now take advantage of new archival material, of the
ethnographic approach, and of the study of previously neglected sources.
We therefore also encourage the submission of articles dealing with MIS
from a historical perspective.
Possible topics may include (but are not limited to):
* The employment of new archival sources or the discovery of new private
archives
* Network analyses of Italian film and television industries
* Film and television policy studies
* Hidden dynamics in film production, distribution, exhibition and
circulation
* Hidden dynamics in the financing, producing and programming of content
by broadcasters
* The working conditions of above and below-the line crew
* Gender balance in the Italian audiovisual industry
* Less visible sectors of the industry (e.g. the porn industry)
* Italian film and television production cultures
* Less visible or ‘hidden’ professionals (e.g. executive producers)
Abstracts of no more than 300 words should be sent, together with a
short bio (max 100 words), to
(schermi /at/ unimi.it) <mailto:(schermi /at/ unimi.it)>,(marco.cucco /at/ usi.ch)
<mailto:(marco.cucco /at/ usi.ch)>(andfrancesco.dichiara /at/ uniecampus.it)
<mailto:(francesco.dichiara /at/ uniecampus.it)>no later than 23 July 2018.
Acceptance notices will be sent out by 30 July 2018.
Authors will be required to submit articles of 6,000 to 7,000 words in
length (footnotes included) by
30 November 2018. All manuscripts will subsequently go through a
peer-review process.
Articles may be written in Italian or English.
For more
information:_https://riviste.unimi.it/public/journals/69/SchermiCFP5.pdf_
Schermi. Storie e culture del cinema e dei media in Italia
Call for papers (Anno III, N. 5, Giugno 2019)
I MEDIA INDUSTRY STUDIES IN ITALIA:
NUOVE PROSPETTIVE SUL PASSATO E SUL PRESENTE DELL’INDUSTRIA
CINE-TELEVISIVA ITALIANA
a cura di Marco Cucco e Francesco Di Chiara
Nel corso degli ultimi decenni gli studi sull’industria dei media (Media
Industry Studies, MIS) hanno vissuto una crescita significativa. Si
tratta di un ambito di ricerca emerso tra la fine degli anni Settanta e
l’inizio degli Ottanta grazie al contributo di studiosi come Tino Balio
(1976), Janet Wasko (1982), David Bordwell, Kristin Thompson e Janet
Staiger (1985) provenienti da diverse tradizioni di ricerca (film
history, political economy of the media, film studies). Nonostante una
chiara diversità di approccio, ci sono almeno due punti di contatto tra
questi primi, pionieristici, lavori: il focus sulla produzione a
discapito di altri stadi della filiera cinematografica e il desiderio di
studiare il cinema andando al di là del testo filmico.
Oggi i MIS costituiscono un consolidato campo di ricerca che raccoglie
diversi oggetti di studio e approcci metodologici. Nel 2008, per
esempio, John Caldwell ha conferito un significativo slancio ai MIS e ha
ulteriormente allargato la loro portata, invitando allo studio delle
cosiddette “culture produttive”. Il suo obiettivo era duplice: da una
parte, accedere alle dinamiche meno visibili della produzione
cinematografica e televisiva (ad esempio quelle che riguardano le
professioni tecniche), e dall’altra, indagare i meccanismi di
autorappresentazione delle figure coinvolte nella produzione di
contenuti. A tale scopo, Caldwell ha elaborato un approccio “sintetico”
che combina analisi testuale, interviste, osservazione sul campo e
analisi economico-industriale.
Al di là dell’influente lavoro di Caldwell, nel corso dell’ultimo
decennio anche altre aree e altri approcci di ricerca sono emersi sotto
l’ampio e inclusivo ombrello dei MIS: studi sulle politiche audiovisive
(Bondebjerg-Redvall-Higson 2015; Mingant-Tirtaine 2017), sulle
condizioni di lavoro dei professionisti dell’industria dei media
(Curtin-Sanson 2016), ma anche sulle forme di distribuzione/circolazione
formali e informali dei contenuti audiovisivi (Iordanova-Cunningham
2012, Lobato 2012, Crisp-Menotti Gonring 2015), ecc.
Questo nuovo campo di studi sui media sta emergendo anche in Italia
(Scaglioni-Barra 2013, Barra-Bonini-Splendore, 2016; Cucco-Manzoli
2017), dove sono però ancora ampi i margini per ulteriori lavori e
approfondimenti sulle culture industriali in ambito cine-televisivo.
Proprio per tale ragione, questo numero diSchermidesidera raccogliere
contributi sull’evoluzione dell’industria cine-televisiva in relazione
al contesto attuale (politiche nazionali, sovranazionali e locali,
sviluppo tecnologico, vecchi e nuovi operatori del settore, ecc.). Le
conoscenze e gli approcci maturati in questi anni nell’ambito dei MIS
invitano tuttavia anche a ri-esaminare la storia dell’industria
audiovisiva italiana e a condurre ricerche che oggigiorno possono
giovarsi di un inedito approccio etnografico, di nuovi materiali
d’archivio e dell’utilizzo di fonti che nel tempo sono state trascurate.
Sono dunque incoraggiate proposte riconducibili ai MIS anche in una
prospettiva storica.
I contributi possono riguardare i seguenti temi (senza necessariamente
limitarsi ad essi):
* Utilizzo di nuovi materiali d’archivio o di nuovi archivi privati
* Network analysis relative all’industria cine-televisiva
* Politiche audiovisive
* Dinamiche nascoste di produzione, distribuzione, esercizio e
circolazione cinematografica
* Dinamiche nascoste di finanziamento, produzione e programmazione di
contenuti da parte di broadcaster televisivi
* Condizioni lavorative dei professionisti dell’industria audiovisiva
* Dinamiche dei settori meno visibili dell’industria audiovisiva (ed
esempio, l’industria del porno)
* Professionalità meno visibili dell’industria audiovisiva (ad esempio,
il produttore esecutivo)
* Le culture produttive dell’industria audiovisiva
Le proposte (max. 300 parole), accompagnate da un breve profilo
biografico (max. 100 parole), devono essere inviate (aschermi /at/ unimi.it)
<mailto:(schermi /at/ unimi.it)>,(marco.cucco /at/ usi.ch)
<mailto:(marco.cucco /at/ usi.ch)>(efrancesco.dichiara /at/ uniecampus.it)
<mailto:(francesco.dichiara /at/ uniecampus.it)>entro e non oltre il 23 luglio
2018. L’accettazione delle proposte sarà̀ comunicata entro il 30 luglio 2018.
I saggi, la cui lunghezza dovrà̀ essere compresa tra le 30,000 e le
35,000 battute (note incluse), dovranno essere consegnati entro e non
oltre il 30 novembre 2018. Tutti i contributi saranno poi sottoposti a
procedura di peer-review. I contributi possono essere sia in italiano
sia in inglese.
Per maggiori
informazioni:_https://riviste.unimi.it/public/journals/69/SchermiCFP5.pdf_
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The COMMLIST
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